Colcha,2010, tecnica mista40 per 16 per 22

Immagine: per gentile concessione di Greg Kucera Gallery

Il titolo “Maestro del nord-ovest” di solito viene agganciato ad artisti morti, in particolare quelli associati ai cosiddetti pittori mistici e al tipo di regionalismo inflesso asiatico e nativo americano che rappresentano. Ma questo è così il secolo scorso!

Il titolo “Maestro del nord-ovest” di solito viene agganciato ad artisti morti, in particolare quelli associati ai cosiddetti pittori mistici e al tipo di regionalismo inflesso asiatico e nativo americano che rappresentano. Ma questo è così il secolo scorso!

È tempo di onorare una nuova generazione di artisti viventi. In mostre simultanee alla Greg Kucera Gallery, gli artisti di Seattle Sherry Markovitz e Mark Calderon dimostrano ancora una volta di aver raggiunto un livello di eccellenza indipendente di una particolare epoca, scuola o geografia. Individualmente, gli spettacoli sono potenti. Insieme offrono un soddisfacente senso di yin e yang artistico. Il lavoro di Markovitz è voluttuosamente femminile, intricato, opulento, superbamente dettagliato e colorato. Calderon’s è austero, elegante, mascolino. Entrambi gli artisti puntano in profondità.

Avvolto in un abito con motivi floreali, perline e bordato di pelliccia, così meraviglioso da farti piangere, la scultura a tecnica mista del 2010 di Markovitz Trapunta è il tipo di scultura figurativa ossessivamente abbellita per cui l’artista è noto. In questa mostra presenta un sofisticato gruppo di dipinti e una selezione scelta di sculture di perline, che vanno dal semplice, quasi da baseball, Testa Bianca (con linea rossa) a quello squisito luccichio Trapunta, una bambola alta 40 pollici con il suo vestito da morire. Le bambole sono un motivo importante in tutto. Implacabili controfigure per bambine, da vestire, esibire e con cui giocare, le bambole o le bambine simili a bambole sono dipinte su rettangoli di cotone o seta macchiati di pigmenti chiari, increspate e delicatamente stropicciate come indumenti intimi consumati. C’è una corrente inquietante di sessualità nel lavoro. Le rappresentazioni di Markovitz di gruppi aggrovigliati di bambole Lola messicane di cartapesta, con le gambe divaricate e le facce vuote, riescono a creare disagio senza essere esplicite.

Mudra, 2013, nastro nero per la riparazione della colonna vertebrale, 64 per 17 per 12 pollici

Immagine: per gentile concessione di Greg Kucera Gallery

La piccola mostra di Calderon nella galleria sul retro, intitolata “Niente è così eloquente come niente” sembra avvicinarsi all’esperienza della perdita e del dolore da molteplici prospettive, ogni immagine ridotta alla sua essenza. Un grande fascino di Calderon è che è in grado di lavorare in forme minimaliste e astratte senza perdere il profondo senso della metafora dell’opera. Le immagini risuonano su più livelli. Li senti. Un bell’esempio è l’elegante scultura da parete del 2013 mudra,una specie di felpa con cappuccio nera con braccia allungate realizzata con nastro per la riparazione della colonna vertebrale nero. Suggerisce una felpa con cappuccio vuota, una giacca dritta e anche quegli orribili cappucci familiari dalle fotografie delle torture di Abu Ghraib. In una forma semplice, l’artista racchiude un’agonia di perdita, con accenni di follia e tormento, offrendo anche una speranza di redenzione. Il titolo,mudra, fa riferimento ai movimenti rituali delle mani della danza indù e dello yoga ed evoca la parola inglese madre. Anche il materiale scelto da Calderon, usato per riparare i libri, suggerisce la guarigione. È un lavoro magistrale.

La piccola mostra di Calderon nella galleria sul retro, intitolata “Niente è così eloquente come niente” sembra avvicinarsi all’esperienza della perdita e del dolore da molteplici prospettive, ogni immagine ridotta alla sua essenza. Un grande fascino di Calderon è che è in grado di lavorare in forme minimaliste e astratte senza perdere il profondo senso della metafora dell’opera. Le immagini risuonano su più livelli. Li senti. Un bell’esempio è l’elegante scultura da parete del 2013 mudra,una specie di felpa con cappuccio nera con braccia allungate realizzata con nastro per la riparazione della colonna vertebrale nero. Suggerisce una felpa con cappuccio vuota, una giacca dritta e anche quegli orribili cappucci familiari dalle fotografie delle torture di Abu Ghraib. In una forma semplice, l’artista racchiude un’agonia di perdita, con accenni di follia e tormento, offrendo anche una speranza di redenzione. Il titolo,mudra, fa riferimento ai movimenti rituali delle mani della danza indù e dello yoga ed evoca la parola inglese madre. Anche il materiale scelto da Calderon, usato per riparare i libri, suggerisce la guarigione. È un lavoro magistrale.

Sherry Markovitz e Mark CalderonFino al 29 giugno,Greg Kucera Gallery

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