Jill Kargman, autrice di L’ex signora Fondo speculativo e Caramelle braccio non ha problemi ad affrontare argomenti delicati nella sua nuova raccolta di saggi e osservazioni,A volte mi sento come un dado.

Dai bordelli (ne ha scoperto uno in lei New York condominio) e stupratori (ne ha paura; insieme a clown, mimi, furgoni, Nellie Oleson e carne, perché lo associa al vomitare tutta la notte al suo primo pigiama party misto) agli assorbenti interni (che lei chiama amorevolmente bustine di tè dei vampiri), è brutalmente onesta. Ti lasceremo parlare di come è stata ossessionata dal sesso dall’età di dodici anni e di come ora si crede un uomo gay intrappolato nel corpo di una donna.

Poi di nuovo, ha un capitolo dedicato all’argomento relativamente banale dei consigli sui nomi dei colori per lo smalto per unghie Essie “Gondola Accarezza” qualcuno? Va bene, forse no Quello domare.

Se Kargman non è censurato nella vita reale come lo è sulla pagina scritta, la serie di letture del Penthouse Symposium del Sorrento Hotel o non sa cosa sta succedendo, o ha un nome davvero, davvero inappropriato. Stasera, 17 febbraio, alle 6:30, lo sapremo. L’evento, co-presentato da Libri di Elliott Bay, è gratuito, aperto al pubblico, e i libri saranno disponibili per l’acquisto.

Vediamo solo se fa un po’ di uno dei suoi primi lavori, facendosi strada nei ranghi delle riviste come stagista e assistente. A un certo punto, non le erano consentite pause o cibo, e in un’occasione le è stato lanciato un dispenser di nastro adesivo in testa: “non il rotolo di scotch di plastica trasparente; sto parlando dello stile delle forniture per ufficio, pesato, tirato… tipo desktop ‘n’s-rip.” Giuriamo che non sappiamo nulla di quel tipo di violenza negli uffici di riviste.

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